martedì 7 aprile 2015

CASO CLINICO : ARTRITE REUMATOIDE, SPONDILITE ANCHILOSANTE, CRISI DI PANICO !

Paziente donna di 63 anni giunge alla mia osservazione con diagnosi di artrite reumatoide, spondilite anchilosante e forti crisi di panico. Si trovava in cura da circa 10 anni con i farmaci immunodepressori (somministrati dal suo reumatologo), Plaquenil, Arava e in caso di acuzie Medrol 16mg. Gli esami di laboratorio mostravano inversione della formula leucocitaria, ANA (+), fattore reumatoide (+), VES e PCR significativamente alte e HLA-B27 (+) (antigene specifico della spondilite anchilosante). All` esame obiettivo la paziente riferiva intensa dolorosita’ in molte articolazioni e lungo l` intera colonna vertebrale. Risultato di questa sintomatologia era difficoltà alla deambulazione e nello svolgere le attività giornaliere.
A questo punto, dopo la raccolta dell` anamnesi è stato valutato il livello di salute della paziente il quale è stato stimato tra i livelli 7-8. A questi livelli di salute di solito un paziente richiede più rimedi, talvolta ripetuti e dosologie di volta in volta adeguate.
Inoltre come summenzionato la paziente soffriva di intense crisi di panico causate dal buio, dall’ immergersi nell` acqua (fare il bagno), dalla presenza della gente, dai luoghi chiusi, dall` uscire di casa soprattutto da sola, dal restare in casa sola di notte, dal guidare la macchina, e da eventuali diverbi.
Dopo accurata anamnesi del caso sono stati somministrati vari rimedi ripetuti a seconda della predominante sintomatologia della paziente. Cosi e’ stato somministrato inizialmente Stramonium con notevole miglioramento della sintomatologia psichiatrica, in seguito Sulphur lotum per la predominanza della sintomatologia reumatoide della paziente, successivamente il rimedio Medorrhinum in quanto dall` anamnesi risultava che sia sul piano mentale che qllo fisico richiedeva questo specifico rimedio. Dopo è stato ripetuto il rimedio Sulphur lotum con completa restitutio ad integrum e normalizzazione di tutti i marker laboratoristici.
Dopo la terapia il livello di salute della paziente è stato notevolmente migliorato da poter essere definito tra 1-2.
Per quanto riguarda I farmaci chimici, in relazione al progressivo miglioramento della paziente, sono stati diminuiti ed infine sospesi del tutto.
La prognosi di questa paziente fu definita:
  1. Dal livello di salute di partenza.
  2. Dalla corretta sequenza dei rimedi omeopatici e dalla loro posologia
  3. Dal tipo e dalla posologia dei farmaci chimici che usava (sopratutto quelli che deprimevano il suo sistema immunitario).
. La paziente, a distanza di 6 anni gode di ottima salute sia fisica che mentale.
Al nostro ultimo incontro mi ha salutato dicendomi “mi ha fatto rinascere dottoressa ! ”



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